IL BLOG DI SERGIO VIVI



martedì 10 gennaio 2012

Serpico contro l'evasione fiscale ovvero la ricerca del Santo Graal

 

Michael Sipser, insigne docente al Massachusset Institute of Technology, spiegava già vent’anni fa (la Repubblica, martedì 15 settembre 1992, pagina 38) che «sotto l’arido nome “problema di P verso NP” si nasconde la ricerca del Santo Graal della matematica moderna, a colpi di codici segreti, mobilitando talenti che combinano James Bond, Pitagora e il mago dei computer».
Si tratta di uno dei sette problemi per il millennio che il Clay Mathematics Institute ha posto all'attenzione dei matematici mettendo in palio un premio di un milione di dollari, per ognuno di essi, a chi ne fornisca la soluzione.

In informatica, la teoria della complessità computazionale è una branca della teoria della computabilità che studia le risorse minime necessarie (principalmente tempo di calcolo e memoria) per la risoluzione di un problema. I problemi vengono così classificati in differenti classi di complessità, in base all'efficienza del migliore algoritmo noto che sia in grado di risolvere quello specifico problema.

Particolarmente importanti sono la Classe P e la Classe NP.

P [Polynomial time] è la classe dei problemi di decisione che possono essere risolti su una macchina di Turing deterministica in un tempo polimoniale (rispetto alla dimensione dei dati d’ingresso).

NP [Non deterministic Polynomial time] è la classe dei problemi di decisione che possono essere risolti su una macchina di Turing non deterministica in un tempo polimoniale. Ma le cui soluzioni positive possono essere verificate in un tempo polimoniale su una macchina di Turing deterministica avendo le giuste informazioni.

La macchina di Turing non deterministica si distingue da quella deterministica per il fatto che, in presenza di un determinato stato e di un determinato carattere letto, essa permette più transizioni.

Altra definizione:
Un algoritmo si dirà deterministico se per ogni istruzione esiste, a parità di dati d'ingresso, un solo passo successivo.
Invece, non deterministico se contiene almeno un’istruzione che ammette più passi successivi.

Il computer che noi conosciamo è una macchina deterministica.

Problema P versus NP

Come abbiamo detto, NP è la classe dei problemi risolvibili in tempo polinomiale da una macchina di Turing non deterministica o, equivalentemente, dei problemi verificabili in tempo polinomiale da una “normale” MT (deterministica). Un problema in questa classe può essere risolto da una MT deterministica con un costo aggiuntivo (in termini di tempo) esponenziale; ad oggi non si sa se si può “fare di meglio”. Quindi, dei problemi NP-completi si sa solo che si possono risolvere in tempo esponenziale, ma non si sa se questo è un limite intrinseco (nel caso P diverso da NP) oppure se è dovuto alla nostra incapacità di trovare algoritmi più efficienti (nel caso P=NP).

Più semplicemente la domanda è: NP non potrebbe essere solo una versione mascherata di P?
Il problema è riuscire a dimostrare o confutare il fatto che non esistono problemi NP, ovvero, detto con termini diversi, dimostrare che tutti i problemi NP possono essere resi di tipo P.

Conseguenze. La soluzione del problema potrebbe avere importanti implicazioni in diversi campi. Ad esempio sulla produzione di codici segreti per comunicare. In tutti i casi in cui è importante poter contare sul fatto che il messaggio rimanga inalterato e confidenziale, come nelle operazioni militari oppure in quelle di trasferimento elettronico di fondi tra banche, «sarebbe ideale avere un codice assolutamente, dimostrabilmente impenetrabile. Cioè uno per il quale esistesse un teorema matematico a prova del fatto che solo la forza bruta può arrivare a decifrarlo. Ma questo risulterà impossibile finchè non verrà risolta la questione di P verso NP.»
La recente dimostrazione di un ricercatore indiano, Vinay Deolalikar, confermerebbe ciò che i matematici di tutto il mondo pensano da anni: P è diverso da NP.

Esempi di problemi NP. Purtroppo, la maggior parte dei grandi problemi computazionali che sorgono nell'industria, nel commercio e nell’amministrazione ricade nella categoria NP.
L’esempio più comune è quella della scomposizione di un numero n in fattori primi.
Il procedimento più immediato è quella di dividere il numero n per tutti i numeri che gli sono minori ed è chiamato Metodo della forza bruta.
Fin che si tratta di un numero piccolo non c’è problema ma, per un numero «a quindici cifre, ad esempio 333.333.333.333.337, il numero di fattori possibili è decisamente alto, ed un computer impiegherebbe moltissimo tempo ad esaminarli uno ad uno, prima di trovare i fattori 1.628.093 e 204.738.509. Se si trattasse, poi, di numeri con migliaia di cifre, perfino il più potente computer che si possa immaginare impiegherebbe migliaia di miliardi di anni per completare la ricerca. Il sole avrebbe esaurito le sue energie, la terra sarebbe completamente gelata e il nostro computer, ammesso che funzionasse sempre, non sarebbe ancora riuscito ad individuare i fattori.»

Altro esempio classico è quello del commesso viaggiatore (Traveling Salesman Problem – TSP) .
Data una rete di città, connesse tramite delle strade, trovare il percorso di minore lunghezza che un commesso viaggiatore deve seguire per visitare tutte le città una e una sola volta.

Sono state compiute numerose ricerche. Una anche in Italia.
 7.2 Italy Tour (pagina 27)
E visto che siamo terribilmente nazionalisti poteva forse mancare un Tsp
italiano? Il Tour passa per 16 862 città ed è lungo 557 315 chilometri ed è
stato calcolato il 14 Marzo 2002 dopo 14 anni di calcolo con un AMD Athlon
1900+ usando il Concorde.

LA RICERCA DEGLI EVASORI

Da James Bond al mago dei computer il passo è d’obbligo.
Per contrastare l’evasione fiscale arriva SERPICO un supercomputer da un milione di miliardi di byte di memoria che, funzionerà per 24 ore il giorno sette giorni su sette.
L’obiettivo è quello di utilizzare le 22mila informazioni al secondo che transiteranno nel cervello elettronico della macchina per scoprire gli evasori e recuperare il più possibile l’ammontare dell’evasione annua, stimata oggi attorno a 125 miliardi di euro.
Serpico è l’acronimo di SERvizi Per I COntribuenti. Lavora già da 5 anni e, secondo i tecnici ha contribuito a raddoppiare le cifre recuperate dall’erario.
A Serpico sono collegate tutte le banche dati di catasto, demanio, motorizzazione, Inps, Inail, dogane e registri. Dall’inizio del 2012 anche i data base delle banche con i saldi e i movimenti dei conti correnti. Se non sono un milione di miliardi di byte, poco ci manca. 

La “ricerca degli evasori” è un problema N oppure NP?

È senz’altro un problema complesso. Certamente più della ricerca del «guadagno medio dei parlamentari europei» che la Commissione Giovannini sta cercando di risolvere da diversi mesi, senza avere ancora trovato una soluzione soddisfacente (e dire che i parlamentari europei con i rispettivi collaboratori saranno alcune decina di migliaia, contro i 50 milioni di contribuenti italiani).
Più difficile un confronto con la scomposizione di un numero in fattori primi, sia perché un numero può avere infinite cifre, sia perché «l’evasione» potrebbe essere il risultato di più risultati successivi.

Intanto diciamo che, per quanto potente possa essere, anche Serpico è una macchina deterministica. Può, pertanto, risolvere un problema NP con un costo aggiuntivo (in termini di tempo) esponenziale.
Ad ogni modo i casi sono due.

Primo. Gli esperti matematici di cui si avvale certamente la SOGEI (la società che gestisce Serpico) hanno scoperto uno o più algoritmi sofisticati in grado di ricondurre “la ricerca degli evasori” ad un problema P. Uno di loro (magari un giovane neolaureato alla Normale, retribuito 900 euro il mese) ha trovato, addirittura, la dimostrazione che ogni problema NP è riconducibile a P e per il momento non ha reso pubblico il fatto perché il governo italiano lo ha ricompensato, per mantenere il segreto, con due milioni di dollari.
In questo caso entro l’estate 2012 l’Agenzia delle Entrate disporrà dell’intera lista di evasori dell’anno 2010 e/o 2011 che hanno evaso ben 125 e rotti miliardi di euro (o quelli che sono).

Secondo. L’algoritmo risolutore non è stato trovato e la ricerca non può che essere condotta col metodo della forza bruta, esaminando le singole posizioni una per volta. Le indiscrezioni che si possono trovare in rete fanno propendere per questa ipotesi.
Si partirebbe digitando in una casella il codice fiscale della persona fisica oppure la partita IVA dell’azienda. Appare una prima schermata con i dati identificazione e le ultime cinque dichiarazioni dei redditi. Se l’operatore annusa qualcosa di sospetto può cliccare su uno oppure, uno alla volta,  sui pulsanti che aprono rispettivamente i database di: Catasto, Demanio, Motorizzazione, Inps, Inail, Dogane e Registri d’ogni genere. Un’altra schermata con le Utenze (luce, gas, telefono) e le Iscrizioni ad associazioni o club che richiedono il codice fiscale. L’ultima schermata del sistema raccoglierà tutti i dati riguardanti i conti correnti bancari, i movimenti sopra i mille euro, i saldi e le altre operazioni.
Come si capisce, se la procedura è quella descritta, Serpico non fa tutto da solo. I suoi algoritmi possono essere anche i più sofisticati, ma l’intervento discrezionale dell’uomo rallenta maledettamente la ricerca.

Supponiamo che, mediamente, l’analisi di una singola posizione richieda 5 minuti.
Basteranno? Sono troppi? Ah, saperlo!
I contribuenti Irpef sono 41 milioni, le partite IVA circa 9 milioni. Totale 50 milioni di soggetti.
50 milioni per 5 minuti fanno 250 milioni di minuti > 4.166.667 ore > 173.611 giorni > 475 anni.
475 anni per esaminare ogni soggetto, lavorando 24 ore il giorno con un solo terminale.
Questo tempo si può ridurre utilizzando più terminali e facendo, naturalmente, lavorare tre operatori su tre turni d’otto ore sullo stesso terminale.
Utilizzando 10 terminali (30 operatori) il tempo si riduce a 47,5 anni.
Utilizzando 100 terminali (300 operatori) a circa 4,75 anni.
Utilizzando 1000 terminali (3000 operatori) a poco meno di 6 mesi.

Quest'ultimo è il costo aggiuntivo, in termini di personale, che lo Stato (tramite la SOGEI) dovrà pagare per ricavare tutti gli anni “l’elenco degli evasori”, in tempo utile per eseguire i successivi adempimenti burocratici e denunciarli senza incorrere nei termini di prescrizione previsti dalla legge.

Pazienza se per questo 3mila  controllori (che devono avere un buon fiuto) saranno costretti ad un lavoro alienante, tale da fare impallidire quello alle catene di montaggio così magistralmente descritto da Charlie Chaplin.
Pazienza anche se Serpico, occasionalmente, dovesse fornire “elenchi pazzi” che potrebbero indurre al suicidio qualche persona troppo sensibile.

L’obiettivo è di capitale importanza. Il governo non ha più alibi: possiede l’arma finale. L’evasione fiscale può e deve essere debellata almeno entro giugno 2013. Si prenderebbero due piccioni con una fava: verrebbe inferto un colpo mortale anche alla criminalità organizzata responsabile di un terzo dell’evasione totale.

CONCLUSIONE

Sarebbe grave se, lo Stato non riuscisse in questa impresa, dopo essersi impadronito di tutti i dati possibili e immaginabili di ciascuno di noi. Cosa inevitabile nell’attuale società.

Scrive infatti (spiegando Michel Foucault) Stefano Rodotà:
«Viviamo in una società della comunicazione caratterizzata da ininterrotti flussi informativi nei quali tutti siamo continuamente immersi. Siamo, insieme, destinatari e produttori di comunicazioni. E sono proprio le informazioni direttamente prodotte da noi a renderci più controllabili e più vulnerabili.»
Rodotà, ricordando come l’habeas corpus della Magna Charta sia stata la prima forma di limitazione del potere politico sui corpi delle persone, ritiene però necessario, davanti ai nuovi poteri che percorrono il mondo digitale, un habeas data, che difenda la persona identificata e costruita non più soltanto intorno alla sua fisicità, ma ai suoi dati personali.
Naturalmente si riferisce ai dati sensibili della persona. Ma qual è il confine? I miei acquisti da 1100 euro non lo sono?

Anche Jacques Derrida aveva previsto che la moderna società della comunicazione «sarebbe stata caratterizzata dall’esplosione della registrazione, cioè dalle enormi possibilità di archiviazione, registrazione, immagazzinamento di dati e immagini che caratterizzano il mondo contemporaneo.»
Il potere della scrittura, il potere della comunicazione, tra i tanti poteri che ci opprimono.
Ne è un esempio «la forza mediatica» di dissuasione dispiegata, giorni fa, nel blitz di Cortina.

* * * * * *
Il mondo è proprio cambiato. Ricordo che alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, al posto dell’Irpef, si pagavano l’imposta di famiglia e la complementare.
Mia madre (come tutti) andava (o era convocata) in comune e si metteva d’accordo su quanto pagare. Non si raschiava il fondo del barile. Allora Bologna era amministrata dal sindaco Dozza ed aveva il bilancio in pareggio. Il comune spendeva quello che incassava, non di più. E non c'era bisogno di controlli.


sabato 31 dicembre 2011

I settantacinquenni esentati dal pagamento del canone RAI

Ieri sera, mia moglie mi fa: «Rimborsano il canone Rai agli ultra 75, informati!»
Vado sul sito degli abbonamenti Rai e leggo:

 

Abolizione del canone RAI per soggetti di eta' pari o superiore a 75 anni Art. 1, comma 132, legge 24 dicembre 2007, n.248.

Per avere diritto all'esenzione occorre:

- aver compiuto 75 anni di eta’ entro il termine di pagamento del canone;
- non convivere con altri soggetti diversi dal coniuge titolare di reddito proprio;
- possedere un reddito che unitamente a quello del proprio coniuge convivente, non sia superiore complessivamente ad euro 516,46 per tredici mensilita’ (euro 6.713,98 annui).

* * * * * *
Come si vede è una legge varata al tempo del II governo Prodi (dal 17 maggio 2006 al 6 maggio 2008).
È improprio considerarla una legge destinata ai settantacinquenni. In effetti, è rivolta ad una frangia d’indigenti.
Un’agevolazione diversa è, invece, la riduzione a 0,77 euro della tassa sui bollettini postali riservata ai settantenni (se non sbaglio fu il governo Berlusconi a vararla). Per tutti i settantenni, senza alcun requisito.

Siccome la minima dell'Inps ammonta a circa 460 euro, quante saranno le coppie che godono dell’esenzione dall’abbonamento?
Classico esempio del modo di governare della sinistra. Demagogia e qualche briciola per pochi infelici.

* * * * * *
Si parla di rimborsi per gli anni 2008, 2009 e 2010 (con tanto di moduli da compilare e difficoltà burocratiche). Perché in quegli anni non c’è mai stato nessun avviso sulle letterine (con accluso bollettino) che lo Sportello Abbonamenti - Ufficio di Torino 1 invia, con tanto zelo, a tutti gli abbonati?


sabato 24 dicembre 2011

Il decreto Salva Italia



Il decreto Monti è legge. Scrive la Repubblica in prima pagina:
«ECCO IL DECRETO, IL90% SONO TASSE
Il governo con il decreto SALVA ITALIA sfilerà dalle tasche degli italiani 18 miliardi di euro… Le nuove tasse colpiranno la casa, le imposte addizionali locali, la benzina e di nuovo l’Iva nell’autunno 2012.»
Hanno votato a favore la maggioranza dei deputati e dei senatori di Pdl, Pd, e Terzo Polo ai quali va la riconoscenza degli italiani che, in qualche modo, ricambieranno questo dono di Natale.

Per una singolare coincidenza, allegato al giornale c’era il volume «Popper e la filosofia della scienza». Il che induce a fare qualche riflessione.
È vera l’affermazione del Professor Monti che il suo decreto salverà l’Italia?
Dipende se si considera l’economia politica una pseudoscienza oppure una scienza sociale.
Nel primo caso Popper insegna che «le pseudoscienze, per esempio, escono indenni dall’applicazione del principio di verificazione, in quanto ogni tesi marxista o psicoanalitica, per quanto bizzarra possa apparire, viene fatta accordare con i fatti tramite ragionamenti più o meno sottili. Le tesi delle pseudoscienze, infatti, non propongono previsioni precise ma vaghe e aperte a tutte le spiegazioni, e quindi sempre verificabili e mai falsificabili o confutabili.»
Pertanto, l’affermazione del Professore può essere considerata vera.

Se invece l’economia politica è una scienza, la suddetta affermazione può essere sia verificabile che falsificabile o confutabile. Allora il fatto che la sera di venerdì 23 dicembre lo spread toccasse quota 500, è sufficiente a dimostrare la falsità della tesi.

Invece che SALVA ITALIA Monti avrebbe fatto meglio a chiamare il decreto PAY PER BREATHE (paga se vuoi continuare a respirare).


giovedì 22 dicembre 2011

Il rinnovo della patente

Oggi, alle 17:30, ho passato la visita della patente che mi è stata rinnovata fino al compimento degli ottanta anni nel 2014.
All’Automobile Club eravamo in tre e tutto si è svolto nel giro di mezz’ora.
Consiglio dell’impiegata: «Mi raccomando, la prossima volta, sei o sette mesi prima della scadenza prenoti la visita della Commissione sanitaria, perché ci sono tempi d’attesa molto lunghi.»
Che sia per via dell’ottima sanità emiliana?
Ecco una differenza tra pubblico e privato.


mercoledì 14 dicembre 2011

Il bollo sui conti correnti

A volte può capitare che il mio punto di vista sia sbagliato.
Un lettore anonimo mi fa notare, in modo garbato, che la notizia da me commentata in questo post non corrisponde a verità.
Niente di male. Io, il post, non l’ho mai scritto e voi non l’avete mai letto.


domenica 11 dicembre 2011

Siamo tutti sulla stessa barca

Che guaio! Nel mare in burrasca dei mercati siamo tutti sulla stessa barca.
È un film già visto tante volte attorno a Lampedusa.
Sulla barca Europa sono stipati maiali greci, italiani e spagnoli, iene ridens francesi e leoni tedeschi.
Nel tentativo d’impedire che la barca s’infranga contro gli scogli i leoni e le iene decidono di calare a mare alcune scialuppe con a bordo i maiali.
Se sono in pericolo le barche, figuriamoci le scialuppe.
Su quella chiamata Italia ci sono banchieri, pensionati, pensionandi, precari e donne. Qualche coccodrillo e tanti grilli canterini. Indovinate chi rischia di scomparire tra le onde?

Sarà bene che i grilli canterini votino contro la manovra Monti.
Altrimenti, alle prossime elezioni, PD e PDL saranno costretti a coalizzarsi se vorranno rientrare in parlamento. Magari la chiameranno, con un bell’ossimoro, Alleanza Salva Bipartitismo.
Non credano di cavarsela proponendo delle briciole come l’innalzamento da 930 a 1400 della rivalutazione delle pensioni o l’innalzamento al 5% della tassa sugli scudati.

Dal pagamento dell’ICI sono esentate le organizzazioni non a scopo di lucro.
Bisogna che qualcuno dica a Casini che la famiglia è considerata un’organizzazione a scopo di lucro. Tanto più se numerosa. Tutte, in ogni caso, affiliate a qualche clan.

Che delusione questi professori! Si è detto che avevano un solo colpo in canna.
La pallottola, purtroppo è spuntata. Mancano le misure per la crescita, la riduzione dei costi della politica, la riforma fiscale, la riforma del servizio sanitario, proposte di riforma costituzionale.
Non credo che riusciranno a sparare un secondo colpo.
Questa manovra non salverà l’Italia, tanto meno l’Europa. 


martedì 6 dicembre 2011

I giusti

Un uomo che ammira il cielo stellato, come voleva Kant.
Chi è contento che sulla terra esista la rete.
Chi scopre con piacere una nuova tassa.
Due cassaintegrati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
L’elettore che intuisce un voto e una preferenza.
Lo scrivano che paràfrasa come può Jorge Luis Borges.
Una donna e un uomo che leggono l’articolo 47 della Costituzione.
Chi accarezza, commosso, un pensionato addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare le malefatte dei politici.
Chi è contento che nell’aula “là dove 'l sì suona” ci sia Mario Monti.
Chi, il giorno delle elezioni, preferisce astenersi.
Tali persone, che s’ignorano, stanno salvando l’euro.


lunedì 5 dicembre 2011

Paghiamo l'oro in contanti



Care pensionate al minimo, d’ora in poi scordatevelo. Il rubinetto adesso sgocciola.
Qualunque sia il valore del collier ricevuto in regalo il giorno delle nozze, se volete i contanti, potrete realizzare al massimo 999 euro. Magari pretendete anche i 99 centesimi.


sabato 26 novembre 2011

Sei giorni di lavoro in nove anni

Un’ausiliaria ospedaliera in servizio al Sant’Orsola di Bologna in nove anni è riuscita a lavorare appena sei giorni.
In nove anni? Tutti a dire: incredibile!
Beh, se fosse stata dipendente di una ditta privata, potete star certi che non sarebbe arrivata alla fine del primo anno.

Questa vicenda dimostra con quale professionalità, competenza e diligenza svolgano i loro compiti di amministratori della cosa pubblica i dirigenti delle AUSL, e quanto meritati siano i loro lauti compensi. A loro dovrebbe essere richiesto di risarcire i danni erariali.

È ora di abolire le AUSL e di riformare profondamente il Servizio Sanitario Nazional-regionale, come ho cercato di spiegare (due anni fa) in questo post.
In proposito, vorrei segnalare che anche da sinistra arrivano –finalmente- proposte in tal senso. È del 18 novembre, su la Repubblica di Bologna, un articolo del senatore Walter Vitali del PD che propone «un’assicurazione integrativa sul welfare a base territoriale a cui possano aderire volontariamente tutti i cittadini.»


giovedì 24 novembre 2011

Promozioni COOP

LA COOP SEI TU, CHI PUO’ DARTI DI PIU’?


Oramai abbiamo imparato che, nei mercati, è soltanto questione di fiducia.
Non ci sarebbe da meravigliarsi se la metà dei bolognesi ritenesse conveniente lo sconto.


lunedì 21 novembre 2011

Monti Super Robot

Avevo commentato su Facebook qualche giorno fa:
«Benedetto da Bertone e da Bagnasco, con l'entusiastico supporto di Casini, che sogna di risvegliare la Balena Bianca, e con il sofferto ma disinteressato appoggio di PD1 e PD2, ha preso il via il governo dei cattolici Professori. E' iniziata la passione del popolo sovrano (si fa per dire). Se son spine, pungeranno!»

Oggi aggiungo qualche considerazione.
Ha detto Mario Monti: «non sono un rasoio elettrico nè, tantomeno, un polmone artificiale».
Maurizio Crozza, però, insiste: a lui il Professore sembra un robot.
Spiega Giovanni Valentini su Repubblica che il termine deriva dalla parola ceca "robota" che significa letteralmente "lavoro pesante" e al momento, in Italia e in Europa, forse non c'è persona che debba compiere un lavoro più pesante di quello a cui è chiamato Mario Monti.
Sono d'accordo. Penso che a tanti piacerebbe che Monti si comportasse come uno di quei moderni  "robot per le pulizie" che, dopo avere aspirato la polvere in tutta la casa, se ne torna buono nella sua stazione di riposo.

L'ICI, le pensioni e qualche altra botta ci possono anche stare ma c'è anche da fare pulizia. Spazzando via i tanti privilegi delle caste.
«Chiederò di più ha chi ha dato meno».
Per dimostrarlo dovrebbe cominciare con l'abolire i rimborsi elettorali ai partiti, che hanno dato zero. Anzi hanno portato via il futuro ai giovani. Con il pretesto di regalarci il welfare, a partire dagli anni ottanta -impiegando i modi del «buon padre di famiglia» tanto caro al Prof.Prodi- hanno accumulato un debito di 1.900 miliardi di euro. Bel regalo! Il sistema sanitario nazional-regionale istituito nel 1978 costituisce la maggior parte dei debiti delle regioni (anche di quelle virtuose) ed è stato causa delle più grandi truffe ai danni dello stato (indifferentemente da Milano a Bari) e della corruzione imperante.
In seconda battuta il Prof. Monti dovrebbe dimostrare di essere quel liberale cattolico laico come lo si dipinge, correggendo subito la legge sull'otto per mille. Non si pretende che l'abolisca: basta che le scelte non effettuate vengano considerate per quello che sono. Di contribuenti che non desiderano che le loro tasse, pagate allo stato, raggiungano destinazioni diverse.
Soltanto prendendo questi due provvedimenti, il Professore potrà rendersi conto che in Italia non esistono poteri forti.


giovedì 13 ottobre 2011

Astensione. Se il passo indietro lo facessero gli elettori?



Nella sua invettiva, Diego Della Valle ha scritto: «Politici ora basta. Rendetevi conto che tanti italiani non hanno più nessuna stima e nessuna fiducia in molti di Voi e non hanno più nessuna intenzione di farsi rappresentare da una classe politica che, salvo alcune eccezioni, si è totalmente allontanata dalla realtà delle cose e dai bisogni reali dei cittadini.»
Ha concluso: «Alla parte migliore della politica e della società civile che si impegnerà a lavorare seriamente in questa direzione, credo che saremo in molti a dire grazie.»
Sulle prime sembrerebbe un invito all’astensione elettorale invece, tradotto in parole povere, significa: i partiti attualmente in campo sono da buttare ma se ne può creare uno nuovo che risolverà i problemi del Paese.
Si capisce perché, mentre Rosy Bindi ha protestato sbattendo sul tavolo le sue Tod’s (neanche fosse Kruscev), Pierferdinando Casini ha dichiarato: «Noi siamo la parte buona della politica.»
Eh, no! Carini! Il Gattopardo l’abbiamo letto tutti.

* * * * * *
Più determinati sembrano, invece, una buona parte d’elettori.
Da un po’ di tempo sul TG La7, Enrico Mentana presenta dei sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani. Un dato costante è che il 30% degli intervistati dichiara che alle prossime elezioni si asterrà dal voto.
E’ un comportamento considerato tipico dell’antipolitica “di protesta”.
«Il rischio a cui va incontro [questo tipo d’antipolitica] è che risulti passiva e inefficace, che sia una valvola di sfogo per i cittadini, che si sottraggono alle proprie responsabilità e le scaricano sulla classe politica, divenuta il capro espiatorio universale.» [Carlo Galli, la Repubblica del 6 ottobre 2011]

* * * * * *
Apriamo una parentesi.
La mia utenza telefonica è iscritta nel «Registro delle opposizioni» dall’inizio d’agosto.
Ciononostante alcuni gestori di telefonia, incuranti del divieto, continuano a chiamarmi per propormi “l’abolizione del canone”.
Dopo averci pensato un pò su, ho messo in atto una tattica che ha dato immediatamente i suoi frutti.
Quando ricevo una di queste chiamate rispondo: «Sì, sono io», poi non profferisco più parola. L’innocente fanciulla che, per 6,31 euro lordi l’ora –ahi, lei!- ci mette tutta la determinazione cui è stata addestrata [Maurizio Ferraris nel suo ultimo libro “Anima e iPad” sostiene che l’addetto al call center può essere trasformato in macchina] per illustrarmi la vantaggiosa proposta, ad un certo punto mi chiede cosa ne penso. Io, muto come un pesce. Lei insiste, annaspando per qualche secondo in un gorgo di silenzio, aggrappandosi a domande sempre più concitate, poi si lascia affondare. Sono riuscito ad inceppare la macchina.
Se vi capita, provate anche voi e vi convincerete che il metodo –almeno sul piano individuale- è efficace. Ma, se una buona percentuale dei chiamati adottasse questo comportamento, al call center non resterebbe che chiudere, ed al gestore cambiare la modalità del marketing.

* * * * * *
Le elezioni politiche sono un marketing che funziona pressappoco come quello della telefonia.
Ci sono i partiti [associazioni private, non persone giuridiche] che, satolli dei rimborsi elettorali –ahi, noi!- con ogni sorta di lusinghe cercano di acquisire il consenso della maggioranza degli elettori. Senza preoccuparsi di demonizzarsi l’uno con l’altro e di demonizzare, a sua volta, l’elettore. Subito dopo la chiusura delle urne, la coalizione che ha conquistato il governo dimentica le promesse fatte. Molti elettori delusi s’iscrivono ad un virtuale “registro dell’opposizione” e, alle successive elezioni, fanno in modo di cambiare la maggioranza.
Dopo l’esperienza fallimentare delle ultime quattro legislature l’elettore ha esaurito le sue possibilità di scelta e non sa più a che santo votarsi.
Tutta colpa del  bipolarismo all’italiana. “Questa versione miserabile e peronista del bipolarismo è ora al capolinea, come testimoniano le crisi parallele dei due soggetti che lo incarnavano, il Pdl e il Pd” (Curzio Maltese, la Repubblica, 6 agosto 2010).
Sopraggiunge forte la voglia di ritirarsi nel privato, di restare muti.
In altre parole, rifugiarsi nell’astensione.

* * * * * *
Ha dichiarato, candidamente, a IN ONDA (TV La7) un esponente politico: «Se c’è crisi, elezioni subito. Per il semplice motivo che nei prossimi anni bisognerà trovare MILIARDI di EURO ed è giusto che ci sia un ampio mandato.» Ecco perché si fa appello alla responsabilità degli elettori: i soldi vanno presi dove sono, cioè soprattutto nei salvadanai delle famiglie. Per questo chiedono il consenso dei cittadini, ai quali viene rimproverato, contestualmente, di avere vissuto al di sopra delle loro possibilità e di avere praticato la virtù del risparmio. Alla faccia dell’articolo 47 della Costituzione che recita: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme;…».

Il debito pubblico ha superato il 60% del PIL -senza più scendere- nel 1982, otto legislature fa.
Dal numero delle pensioni in essere e di quelle di reversibilità (circa 3000 tra Camera e Senato), da allora ad oggi abbiamo avuto circa 4.000 parlamentari.
Ebbene, l’unico mandato che si dovrebbe essere disposti a dare è di sequestrare i patrimoni di questi 4000 signori fino al concorso dei 500 MILIONI di euro di debito pubblico che ciascuno di loro ha accumulato. Altro che mini-patrimoniale!
Il debito non lo hanno fatto i cittadini, ma i legislatori (governo e parlamento in solido) che sono stati incapaci di comportarsi come “buoni padri di famiglia”, attuando, ad esempio, un servizio sanitario i cui costi hanno sempre superato le entrate fiscali disponibili. Dando vita all’elefantiaco, burocratico carrozzone delle Ausl, la cui gestione è stata fin da subito fonte di clientelismo, di corruzione e di ogni sorta di truffa ai danni dello Stato.
Certamente non sono stati i cittadini –ammesso sia vera l’accusa del Wall Street Journal- a truccare i conti dell’Italia per entrare nell’euro (la Repubblica, pagina 7, 11 ottobre 2011).

* * * * * *
Dopo aver definito l’astensione un’espressione dell’antipolitica di “protesta”, Carlo Galli scrive che questo tipo di «antipolitica è rivolta non contro la politica in quanto tale né contro un sistema da abbattere con la rivoluzione, ma contro un ceto politico che ha deluso le aspettative… Ed è quindi, con ogni evidenza, essa stessa una politica, che non sa di esserlo, o non vuole ammetterlo.»
Chi s’astiene –anche se inconsapevole- compie quindi un atto politico.

Può l’astensione raggiungere una massa critica tale da rendere questo comportamento oltre che politico anche consapevole ed efficace?
«S’impreca molto contro la politica, ma attenzione la politica siamo tutti noi » ha detto il Capo dello Stato. Il giorno che si arrivasse al 60% di astenuti, direbbe la stessa cosa? Darebbe l’incarico di formare il governo ad una maggioranza che rappresenta appena il 21% del Paese?
Oppure le indebolite “forze politiche” sarebbero finalmente indotte ad attuare a spron battuto tutte le riforme necessarie al cambiamento?.

La riforma istituzionale per ridurre i costi della politica.
L’abolizione dei rimborsi elettorali ai partiti.
Una nuova legge elettorale in senso proporzionale.
La riforma del fisco con l’abbassamento delle tasse.
Il rientro dal debito tramite la riforma del welfare.
Ed altro ancora…

* * * * * *
Nella giornata in cui i deputati dell’opposizione si astengono dal partecipare ad una seduta della Camera [ed i giovani indignati scendono in piazza], resta da dire che questo post non costituisce necessariamente un endorsement a favore dell’astensione ma, piuttosto, una riflessione sulla sovranità del popolo.

Nel caso, però, fosse introdotta la patrimoniale (mini o maxi, non ha importanza) e si mettessero le mani sui conti correnti, sappiano i partiti tutti (le Marcegaglia, i Montezemolo ed i Profumo compresi) che non ci sarebbe più trippa per gatti.
L’astensione, passiva, irresponsabile ed inconsapevole –definitela come volete- resterebbe la scelta più efficace del popolo sovrano.


 

Il punto di vista, magari irrilevante e sbagliato, di un cittadino qualunque, confidente nella libertà, detentore saltuario della sovranità, indotto a cederla, nell’occasione, a rappresentanti per niente fidati.

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