
martedì 10 aprile 2012
E' troppo tardi

Alfano, Bersani e Casini accelerano sulla riforma del finanziamento pubblico ai partiti. Entro domani [11 aprile 2012], dicono, saranno decise nuove forme di controllo sui soldi dati alla politica.
Non per decreto, per carità. Sarebbero in mano a Monti. Con un disegno di legge, in modo da approvarlo prima delle amministrative almeno in una delle due camere. Per l’altra, si vedrà. Giusto per raccontare un po’ di balle agli elettori.
Frattini suggerisce un meccanismo simile al 5 per mille. Bersani chiede le primarie, la certificazione dei bilanci e la pubblicazione degli stessi su Internet. Sostiene il PD che il finanziamento è di vitale importanza perché, altrimenti, ci rimarrebbe soltanto Berlusconi. Invece la politica costa ed è necessaria per tutte le formazioni politiche. Non fosse altro per pubblicare il programma. Ma non è sempre stato così.
«Non vi era possibilità economica per questa formazione politica di procedere alla pubblicazione del libro, e si realizzò quindi una colletta che portò alla raccolta di venticinque sterline, mediante le quali furono acquistati dei caratteri gotici tedeschi e si stampò la prima edizione in mille copie, diffuse nel febbraio del 1848».
La formazione politica era la Lega dei comunisti, il libro era il Manifesto del Partito Comunista: un testo che ha alimentato un dibattito che ha attraversato la seconda metà dell’Ottocento e tutto il Novecento. Insomma, con sole 25 sterline è cambiata radicalmente la storia del mondo.
È singolare notare come agli esordi anche il movimento comunista abbia preso il nome di Lega.
I destinatari del “Manifesto” –racconta Umberto Curi sul libretto “Marx e la rivoluzione” (la Biblioteca di Repubblica) - furono in realtà soprattutto le organizzazioni dei lavoratori d’ispirazione socialista, e può quindi risultare sorprendente, se non incomprensibile, che un testo destinato ad alimentare le lotte del movimento socialista si sia chiamato Manifesto Comunista.
La spiegazione la dà Engels.«Nel 1947 con la parola “socialisti” si intendevano due tipi di persone: da una parte i seguaci dei vari sistemi utopistici, che già allora si erano rinsecchiti in pure e semplici sette, dall’altra parte i molteplici ciarlatani sociali che volevano eliminare con le loro panacee e con ogni sorta di toppe gli inconvenienti sociali senza fare il più piccolo male né al capitale né al profitto. In entrambi i casi, gente che stava fuori del movimento operaio e cercava anzi appoggio fra le classi colte».
Nel 2012 sono tornati i ciarlatani, le panacee e le toppe che sono peggio dei buchi. Che cercano l’appoggio dei bocconiani esperti solo nell’imporre tasse su tasse, senza tagliare neppure le spese della politica. Provocando, anzi, l’aumento del debito.
Non si tratta di controllare meglio i soldi dati ai partiti. Il finanziamento va semplicemente abolito. Se mi chiedono di pagare l’IMU, io chiedo ai partiti di restituire almeno la metà dei soldi avuti nelle ultime legislature. Altrimenti d’ora in poi voterò soltanto per un’Assemblea Costituente che riscriva la Costituzione.
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