sabato 27 ottobre 2007
Il partito della partecipazione e con metà donne
Per la carica di segretario nazionale erano in lista cinque uomini e una donna: ha vinto un uomo.
Per la carica dei segretari regionali sono risultati eletti:
16 uomini (10 d’area DS, 5 d’area Margherita, 1 indipendente),
3 donne (1 d’area DS, 2 d’area Margherita)
Trentino non pervenuto.
Oggi Walter Veltroni, proclamato segretario del Partito Democratico (Nuovo), nel discorso all’assemblea costituente di Milano ha annunciato «l’insediamento di tre commissioni chiamate a lavorare alla bozza dello statuto, del manifesto dei valori e del codice etico, da presentare entro il 31 gennaio e da portare al vaglio di una nuova assemblea entro il 28 febbraio. A farne parte cento delegati, metà uomini e metà donne, per ognuna, “indicati dai candidati alla carica di segretario, proporzionalmente ai componenti eletti nell’assemblea collegati a ciascun candidato” come recita il dispositivo proposto da Veltroni e approvato, con qualche perplessità, dall’assemblea» (il Velino d’oggi).
Cioè, i tre documenti basilari saranno scritti da trecento persone.
Cosa ci stiamo a fare qui? Si sono chiesti gli altri 2500 costituenti destinati a rimanere ai margini.
Beh! Semplice, ad approvare all’unanimità quanto deciso al vertice. Una decisione è molto più importante se approvata da 2800 persone piuttosto che da 300.
A parte che anche una commissione di cento persone per scrivere un manifesto o un codice etico può definirsi, come minimo, elefantiaca.
Per la carica dei segretari regionali sono risultati eletti:
16 uomini (10 d’area DS, 5 d’area Margherita, 1 indipendente),
3 donne (1 d’area DS, 2 d’area Margherita)
Trentino non pervenuto.
Oggi Walter Veltroni, proclamato segretario del Partito Democratico (Nuovo), nel discorso all’assemblea costituente di Milano ha annunciato «l’insediamento di tre commissioni chiamate a lavorare alla bozza dello statuto, del manifesto dei valori e del codice etico, da presentare entro il 31 gennaio e da portare al vaglio di una nuova assemblea entro il 28 febbraio. A farne parte cento delegati, metà uomini e metà donne, per ognuna, “indicati dai candidati alla carica di segretario, proporzionalmente ai componenti eletti nell’assemblea collegati a ciascun candidato” come recita il dispositivo proposto da Veltroni e approvato, con qualche perplessità, dall’assemblea» (il Velino d’oggi).
Cioè, i tre documenti basilari saranno scritti da trecento persone.
Cosa ci stiamo a fare qui? Si sono chiesti gli altri 2500 costituenti destinati a rimanere ai margini.
Beh! Semplice, ad approvare all’unanimità quanto deciso al vertice. Una decisione è molto più importante se approvata da 2800 persone piuttosto che da 300.
A parte che anche una commissione di cento persone per scrivere un manifesto o un codice etico può definirsi, come minimo, elefantiaca.
sabato 20 ottobre 2007
La prigione dorata

Secondo la riforma allo studio, tutti i blogger italiani dovranno iscriversi al ROC (il Registro degli Operatori di Comunicazioni): subire cioè delle restrizioni che equivalgono a rinchiuderli in una prigione per niente dorata.
Per i politici evidentemente i blogger hanno esagerato.
Non solamente Beppe Grillo, quando s’intestardisce a chiedere conto dei 98 miliardi di euro di imposte non pagate dai Monopoli di Stato, ma anche tanti altri blogger, come per esempio Phastidio, che dovrebbe smettere di dare fastidio criticando il modo con cui si stanno buttando via 400/500 milioni di euro nella vicenda del Ponte sullo Stretto.
Anche il Ministro Di Pietro dovrebbe smettere di scrivere che quello del governo “è un comportamento da talebani, a quelli non piacevano i Budda e li hanno buttati giù per motivi ideologici”.
[Purtroppo l’ideologia stenta a morire. Sergio Cofferati un mese dopo essersi insediato a Palazzo d’Accursio fece abbattere le “gocce di Guazzaloca” perché non piacevano alla sinistra. L’unica cosa concreta che ha fatto … poi solo chiacchiere. Tanto che Gianfranco Pasquino, reclamando le primarie per il prossimo candidato sindaco, su Repubblica-Bologna d’oggi, afferma: «… l’attuale capo del governo cittadino non è esattamente il migliore che potremmo avere (e che vorremmo riavere) e … la città di Bologna merita di più»].
Provvedimenti come l’istituzione del ROC fanno venire in mente la censura che vigeva negli anni cinquanta, quando Oscar Luigi schiaffeggiava nei bar le signore troppo scollate, e in televisione le Kessler erano obbligate ad indossare calze nere coprenti.
Oggi, però, mi sembra che si vogliano censurare più le opinioni che i costumi: divertitevi pure, ma non pensate. E’ sintomatico un articolo del Corriere della Sera, di qualche giorno fa, in cui s’informano i lettori dell’esistenza d’alcuni siti molto particolari. Naturalmente il giornale lo fa per una giusta causa: contribuire alla rovina della "Hollywood a luci rosse".
Nella classifica mondiale sulla libertà di stampa l’Italia è al quarantesimo posto, dietro Paesi come l’Ecuador, il Cile e la Corea del Sud.
Di quanti posti scenderemmo, se fossimo costretti a chiudere i blog?
sabato 13 ottobre 2007
Vocazione maggioritaria
Alcuni autorevoli membri dei DS non hanno seguito i loro compagni nell’avventura del Partito Democratico e si sono scissi. A loro il leader del PD potrebbe rivolgere un’esortazione di questo tenore (tra parentesi alcune modifiche lessicali per aggiornarla ai nostri tempi):
«Se saremo all’altezza del compito che la realtà italiana ci propone, trascineremo dietro la gloriosa bandiera del socialismo rivoluzionario e democratico (dietro al glorioso simbolo del ramoscello d’ulivo), le classi lavoratrici (le classi dei contribuenti e consumatori). Perché non basta aver restituito ai lavoratori (ai contribuenti e consumatori) lo strumento della loro emancipazione. Occorre che tutti i lavoratori (i contribuenti e consumatori) intendano che il nostro Partito è il loro partito, che i nostri ideali sono i loro ideali. Iniziando questo duro cammino, il nostro pensiero fraterno si rivolge ai compagni che non hanno creduto di unirsi a noi, perché convinti di poter ancora lottare per i comuni ideali in quella che avrebbe dovuto essere, e non è più, la casa di tutti i socialisti. Siamo certi che li ritroveremo e l’approvazione che un giorno ci verrà da loro, cancellerà il ricordo di un distacco amaro».
No, non è un brano del discorso di Walter Veltroni al Lingotto, ma è la conclusione del discorso che Giuseppe Saragat tenne a Palazzo Barberini il 9 gennaio 1947, sessanta anni fa. Saragat non ha ancora ottenuto l’ambita approvazione per il semplice fatto che il PD lo ha scavalcato a destra.
Altre storie, altre cause, altre imprese.
Veltroni garantisce che il Partito Democratico nasce con una vocazione maggioritaria.
Sicuramente sarà eletto dal voto di uno o due milioni d’elettori. Io penso che non sarà per niente un flop, anzi non mi stupirei se domani gli elettori fossero anche più di cinque milioni (con conseguente clamore di fanfare). Tanto più saranno i voti, tanto prima Veltroni dovrà portare il PD, da solo, alle elezioni per dimostrare che quella vocazione può realizzarsi.
Nel 1948 la Democrazia Cristiana ebbe il 48,5% di voti, il Fronte Democratico Popolare di Nenni e Togliatti il 31% e Unità Socialista di Saragat il 7%. La sua coraggiosa e lungimirante scelta contribuì ad impedire in Italia la vittoria delle sinistre e la formazione di un governo marxista e filo-sovietico (evento che avrebbe costretto anche il giovane Veltroni a diventare comunista, suo malgrado, e gli avrebbe impedito di vedere tanti bei film americani).
Oggi per essere maggioritari occorrono tredici milioni di voti.
I promotori del PD sottolineano il coraggio della loro scelta. Purtroppo con le scelte coraggiose (a volte disperate) il destino si rivela spesso “cinico e baro”.
«Se saremo all’altezza del compito che la realtà italiana ci propone, trascineremo dietro la gloriosa bandiera del socialismo rivoluzionario e democratico (dietro al glorioso simbolo del ramoscello d’ulivo), le classi lavoratrici (le classi dei contribuenti e consumatori). Perché non basta aver restituito ai lavoratori (ai contribuenti e consumatori) lo strumento della loro emancipazione. Occorre che tutti i lavoratori (i contribuenti e consumatori) intendano che il nostro Partito è il loro partito, che i nostri ideali sono i loro ideali. Iniziando questo duro cammino, il nostro pensiero fraterno si rivolge ai compagni che non hanno creduto di unirsi a noi, perché convinti di poter ancora lottare per i comuni ideali in quella che avrebbe dovuto essere, e non è più, la casa di tutti i socialisti. Siamo certi che li ritroveremo e l’approvazione che un giorno ci verrà da loro, cancellerà il ricordo di un distacco amaro».
No, non è un brano del discorso di Walter Veltroni al Lingotto, ma è la conclusione del discorso che Giuseppe Saragat tenne a Palazzo Barberini il 9 gennaio 1947, sessanta anni fa. Saragat non ha ancora ottenuto l’ambita approvazione per il semplice fatto che il PD lo ha scavalcato a destra.
Altre storie, altre cause, altre imprese.
Veltroni garantisce che il Partito Democratico nasce con una vocazione maggioritaria.
Sicuramente sarà eletto dal voto di uno o due milioni d’elettori. Io penso che non sarà per niente un flop, anzi non mi stupirei se domani gli elettori fossero anche più di cinque milioni (con conseguente clamore di fanfare). Tanto più saranno i voti, tanto prima Veltroni dovrà portare il PD, da solo, alle elezioni per dimostrare che quella vocazione può realizzarsi.
Nel 1948 la Democrazia Cristiana ebbe il 48,5% di voti, il Fronte Democratico Popolare di Nenni e Togliatti il 31% e Unità Socialista di Saragat il 7%. La sua coraggiosa e lungimirante scelta contribuì ad impedire in Italia la vittoria delle sinistre e la formazione di un governo marxista e filo-sovietico (evento che avrebbe costretto anche il giovane Veltroni a diventare comunista, suo malgrado, e gli avrebbe impedito di vedere tanti bei film americani).
Oggi per essere maggioritari occorrono tredici milioni di voti.
I promotori del PD sottolineano il coraggio della loro scelta. Purtroppo con le scelte coraggiose (a volte disperate) il destino si rivela spesso “cinico e baro”.
Premio Nobel per la pace
Al Gore ha vinto il Nobel per la pace e “rinasce addirittura come presidente del mondo”.
Gli ambientalisti esultano, Hillary Clinton si congratula e Bush è contento.
I critici, quelli che si chiedono cosa ha fatto Al Gore per la pace, indaghino. Può darsi che, negli ultimi anni, anche la Fondazione Nobel sia ricorsa alla pratica degli appalti e dei subappalti e abbia affidato la selezione dei candidati e il giudizio finale al comitato che assegna i premi IG Nobel.
Premi assegnati annualmente alle ricerche scientifiche di dubbia fondatezza o che contengono aspetti divertenti o poco seri. Ad esempio, in passato, il premio è andato allo studio teso a provare che «i buchi neri soddisfano tutte le caratteristiche tecniche che li renderebbero il luogo dove si trova l'Inferno». (Vedere Wikipedia: premio Ig Nobel)
Gli ambientalisti esultano, Hillary Clinton si congratula e Bush è contento.
I critici, quelli che si chiedono cosa ha fatto Al Gore per la pace, indaghino. Può darsi che, negli ultimi anni, anche la Fondazione Nobel sia ricorsa alla pratica degli appalti e dei subappalti e abbia affidato la selezione dei candidati e il giudizio finale al comitato che assegna i premi IG Nobel.
Premi assegnati annualmente alle ricerche scientifiche di dubbia fondatezza o che contengono aspetti divertenti o poco seri. Ad esempio, in passato, il premio è andato allo studio teso a provare che «i buchi neri soddisfano tutte le caratteristiche tecniche che li renderebbero il luogo dove si trova l'Inferno». (Vedere Wikipedia: premio Ig Nobel)
giovedì 27 settembre 2007
Primarie all'italiana
Updated il 29 settembre
Le primarie all’italiana non sono una cosa seria.
A Bologna i seguaci di Grillo organizzano delle primarie per scegliere il loro candidato sindaco.
Vince la giornalista Milena Gabanelli con 34 voti. Cofferati ha preso 26 voti e Grillo 23.
Bologna ha più di 300.000 abitanti. Alle elezioni vere dovrebbero scegliere tra candidati imposti da sparute minoranze?
Le severe regole che hanno escluso le liste di Gawronschi e Schettini non sono, però, state osservate nel Trentino, dove il segretario Veltroni non potrà governare su Ds e Margherita, che risulteranno solo "federate" con il Pd.
Le “durantarie” sono meglio delle primarie.
Le primarie all’italiana non sono una cosa seria.
A Bologna i seguaci di Grillo organizzano delle primarie per scegliere il loro candidato sindaco.
Vince la giornalista Milena Gabanelli con 34 voti. Cofferati ha preso 26 voti e Grillo 23.
Bologna ha più di 300.000 abitanti. Alle elezioni vere dovrebbero scegliere tra candidati imposti da sparute minoranze?

In campo nazionale il candidato PierGiorgio Gawronski denuncia in una lettera ai giornali che la fase della presentazione delle liste è stata infestata dai brogli: ne prendano atto coloro che si oppongono alla reintroduzione del voto di preferenza con il motivo che sarebbe stato, in passato, l’unica causa della degenerazione della politica.

Le severe regole che hanno escluso le liste di Gawronschi e Schettini non sono, però, state osservate nel Trentino, dove il segretario Veltroni non potrà governare su Ds e Margherita, che risulteranno solo "federate" con il Pd.

Le “durantarie” sono meglio delle primarie.
Etichette:
Nuova legge elettorale,
Riforma elettorale
domenica 23 settembre 2007
Il simbolo del Partito Democratico
Nell’attesa che ci mettano mano i grafici di professione, possiamo cercare di immaginare quale potrebbe essere il simbolo del partito democratico nuovo.
Una possibile bozza potrebbe risultare, dopo un’estenuante mediazione, da un’inclusione di vecchi simboli in uno unico, con lo scopo di salvare le diverse identità. Il risultato potrebbe essere questo:
La corona, oltre a richiamare la nobiltà dell’impresa, rimanda al ruolo decisivo avuto dalle primarie del 14 ottobre 2007. Il segretario eletto potrà parafrasare il famoso detto: le primarie me lo hanno dato, guai a chi lo tocca.
Insomma, per un partito che vuole essere inclusivo, un simbolo inclusivo. Con la prospettiva di includere, magari, anche il Movimento Valori e Futuro per una nuova Italia del giovane principe.
Naturalmente circolano anche altre bozze. Qui sotto la preferita dai Sindaci di Bologna e Firenze. Un simbolo di grande efficacia che piacerebbe anche all’elefantino ed, ovviamente, al cinefilo Veltroni.
Una possibile bozza potrebbe risultare, dopo un’estenuante mediazione, da un’inclusione di vecchi simboli in uno unico, con lo scopo di salvare le diverse identità. Il risultato potrebbe essere questo:

La corona, oltre a richiamare la nobiltà dell’impresa, rimanda al ruolo decisivo avuto dalle primarie del 14 ottobre 2007. Il segretario eletto potrà parafrasare il famoso detto: le primarie me lo hanno dato, guai a chi lo tocca.
Insomma, per un partito che vuole essere inclusivo, un simbolo inclusivo. Con la prospettiva di includere, magari, anche il Movimento Valori e Futuro per una nuova Italia del giovane principe.
Naturalmente circolano anche altre bozze. Qui sotto la preferita dai Sindaci di Bologna e Firenze. Un simbolo di grande efficacia che piacerebbe anche all’elefantino ed, ovviamente, al cinefilo Veltroni.

venerdì 21 settembre 2007
Offresi staminali
Annuncio economico letto questa mattina su Il riformatore scientifico:
AAA Pensionato 73enne, emulo di Frankenstein Junior, causa falcidia proprio potere d’acquisto, dovuta al ben noto effetto UNeuro=MILLElire, con due palle “così” (già coproduttrici di spermatozoi d’annata), corroborate da quarantennale sopportazione elefantiaca burocrazia, divieti e balzelli di ogni genere, nonché dagli inganni della classe politica, offresi a laboratori di ricerca per prelievo pacchetti di cellule staminali multipotenti. 999 euro per intervento (tre biopsie in un anno soltanto 1999 euro). Rilascia regolare fattura (partita Iva: venditore di palle). Citofonare www
AAA Pensionato 73enne, emulo di Frankenstein Junior, causa falcidia proprio potere d’acquisto, dovuta al ben noto effetto UNeuro=MILLElire, con due palle “così” (già coproduttrici di spermatozoi d’annata), corroborate da quarantennale sopportazione elefantiaca burocrazia, divieti e balzelli di ogni genere, nonché dagli inganni della classe politica, offresi a laboratori di ricerca per prelievo pacchetti di cellule staminali multipotenti. 999 euro per intervento (tre biopsie in un anno soltanto 1999 euro). Rilascia regolare fattura (partita Iva: venditore di palle). Citofonare www
mercoledì 19 settembre 2007
Inizio di un nuovo ciclo
Ho cambiato il template.
Qualcosa, però, è andato storto.
Sto cercando di salvare i vecchi post.
Mi ci vorrà un pò di tempo.
Altrimenti non sarà un gran danno.
Qualcosa, però, è andato storto.
Sto cercando di salvare i vecchi post.
Mi ci vorrà un pò di tempo.
Altrimenti non sarà un gran danno.
martedì 18 settembre 2007
Gli ostinati
«Purtroppo il vero complotto è ordito dai due terzi della popolazione statunitense, duecento milioni di persone, che si ostinano a consumare ogni anno … dieci volte l’energia usata dal miliardo e trecento milioni di cinesi».
Così si è espresso, ieri sulla Repubblica, Curzio Maltese commentando l’exploit del “venditore di tappeti”, Beppe Grillo.
A parte che non si capisce bene come viva il rimanente terzo degli statunitensi, sarei curioso di leggere che cosa scriverà Maltese fra dieci o vent’anni, quando ogni cinese consumerà soltanto la metà di quello che consuma ora un “cattivo americano”.
Così si è espresso, ieri sulla Repubblica, Curzio Maltese commentando l’exploit del “venditore di tappeti”, Beppe Grillo.
A parte che non si capisce bene come viva il rimanente terzo degli statunitensi, sarei curioso di leggere che cosa scriverà Maltese fra dieci o vent’anni, quando ogni cinese consumerà soltanto la metà di quello che consuma ora un “cattivo americano”.
mercoledì 12 settembre 2007
Partito Democratico
A chi fosse sfuggita, segnalo questa chicca di Guido Ceronetti sul Partito Democratico (La Stampa del 12 settembre 2007).
«Sembra gente che, avendone i mezzi, cerchi di allestire una grande illuminatissima vetrina di moda in via della Spiga per esporre due o tre camicette con buchi prese da una discarica e un paio di vecchie pantofole affezionate ai piedi di una pensionata che si circonda di consunto…
Tuttavia nei suoi discorsi di candidato principe (Veltroni) di questo Qedàr democratico anche il circolo diventa docilmente quadrato, salvo a restare circolo, duro più del torrone d’Alba…
Lo stesso nome, partito democratico, denuncia assenza cronica d’immaginazione: nell’evolversi del linguaggio non regge più partito, ancor meno regge democratico, un barile di Nutella»…
In effetti, "Partito della Solidarietà" sarebbe suonato meglio.
Leggi tutto l’articolo.
+ - - - +
Aspettiamo con impazienza quello che dirà sul "Partito della Libertà".
«Sembra gente che, avendone i mezzi, cerchi di allestire una grande illuminatissima vetrina di moda in via della Spiga per esporre due o tre camicette con buchi prese da una discarica e un paio di vecchie pantofole affezionate ai piedi di una pensionata che si circonda di consunto…
Tuttavia nei suoi discorsi di candidato principe (Veltroni) di questo Qedàr democratico anche il circolo diventa docilmente quadrato, salvo a restare circolo, duro più del torrone d’Alba…
Lo stesso nome, partito democratico, denuncia assenza cronica d’immaginazione: nell’evolversi del linguaggio non regge più partito, ancor meno regge democratico, un barile di Nutella»…
In effetti, "Partito della Solidarietà" sarebbe suonato meglio.
Leggi tutto l’articolo.
+ - - - +
Aspettiamo con impazienza quello che dirà sul "Partito della Libertà".
sabato 8 settembre 2007
V-day in Piazza Maggiore
Oggi c’è stata una gran folla in Piazza Maggiore a Bologna in occasione della presentazione della Legge di iniziativa popolare promossa da Beppe Grillo, legge che prevede al terzo punto il ripristino del voto di preferenza.
Una fila interminabile di persone che iniziava in Piazza del Nettuno, girava attorno al Palazzo del Podestà per affluire, in Piazza Maggiore, ai tavoli dove si firmava per la legge. Un’atmosfera festosa con un mucchio di giovani che si divertivano, come si può vedere in questo pessimo video che è il primo che carico su You Tube.
Doveva esserci anche Mario Adinolfi che ieri aveva promesso alla figlia che l'avrebbe accompagnata, ma io non l'ho visto. Forse si era già trasferito alla Festa dell'Unità, per sostenere anche lui "la preferenza".
Una fila interminabile di persone che iniziava in Piazza del Nettuno, girava attorno al Palazzo del Podestà per affluire, in Piazza Maggiore, ai tavoli dove si firmava per la legge. Un’atmosfera festosa con un mucchio di giovani che si divertivano, come si può vedere in questo pessimo video che è il primo che carico su You Tube.
Doveva esserci anche Mario Adinolfi che ieri aveva promesso alla figlia che l'avrebbe accompagnata, ma io non l'ho visto. Forse si era già trasferito alla Festa dell'Unità, per sostenere anche lui "la preferenza".
mercoledì 5 settembre 2007
Tagli di spesa
Dalla Repubblica di oggi il numero delle auto blu in Italia e il confronto con gli altri paesi:
Una proposta. Inserire nella Finanziaria 2008 un paragrafo che obblighi Stato, Enti Locali ed Enti Pubblici a regalare 500.000 auto blu e 500.000 licenze di taxi ai rispettivi 500.000 autisti.
Si otterrebbero i seguenti benefici:
500.000 autisti in meno da stipendiare
500.000 assicurazioni RCA in meno da pagare
500.000 litri di benzina, ogni 10 km, in meno da pagare
maggiore concorrenza nelle tariffe dei taxi
maggiori disponibilità per pagare la benzina per le auto della polizia, dei pompieri e dei “controllori pubblici”
possibilità di aumentare il numero (8.489) delle vetture della Guardia di Finanza e quello (20.000 circa) della polizia e dei vigili del fuoco, da una razionale ridistribuzione delle auto blu rimanenti.
Cosa ne dite? Un bel “lenzuolo” vero?
Per di più, rimarremmo i primi in classifica!
E le 500.000 persone che restano a piedi?
Ad eccezione delle Alte Cariche dello Stato (non più di un centinaio), tutte le altre si muoverebbero a piedi, in auotobus e in metrò a loro spese come tutti i comuni mortali. Oppure utilizzerebbero la loro auto, sottoposti (soprattutto i Sindaci) alle stesse limitazioni del traffico degli altri cittadini.
A parte le lenzuolate, quel numero di auto blu è sommamente rappresentativo della vera emergenza italiana: l’enormità delle spese dell’apparato statale, sostenuta da una pressione fiscale scellerata e colpevole, perseguita quest’ultima da una classe politica molto spesso incapace, disgustosamente vorace, ingorda, avida, insaziabile e abituata da tempo a impossessarsi del potere con l’inganno.
Rivogliamo il voto di preferenza. Vogliamo scegliere non un candidato ma alcuni candidati, non da una lista locale ma da una lista nazionale (perché i deputati rappresentano la nazione non il paesello natio).

Una proposta. Inserire nella Finanziaria 2008 un paragrafo che obblighi Stato, Enti Locali ed Enti Pubblici a regalare 500.000 auto blu e 500.000 licenze di taxi ai rispettivi 500.000 autisti.
Si otterrebbero i seguenti benefici:
500.000 autisti in meno da stipendiare
500.000 assicurazioni RCA in meno da pagare
500.000 litri di benzina, ogni 10 km, in meno da pagare
maggiore concorrenza nelle tariffe dei taxi
maggiori disponibilità per pagare la benzina per le auto della polizia, dei pompieri e dei “controllori pubblici”
possibilità di aumentare il numero (8.489) delle vetture della Guardia di Finanza e quello (20.000 circa) della polizia e dei vigili del fuoco, da una razionale ridistribuzione delle auto blu rimanenti.
Cosa ne dite? Un bel “lenzuolo” vero?
Per di più, rimarremmo i primi in classifica!
E le 500.000 persone che restano a piedi?
Ad eccezione delle Alte Cariche dello Stato (non più di un centinaio), tutte le altre si muoverebbero a piedi, in auotobus e in metrò a loro spese come tutti i comuni mortali. Oppure utilizzerebbero la loro auto, sottoposti (soprattutto i Sindaci) alle stesse limitazioni del traffico degli altri cittadini.
A parte le lenzuolate, quel numero di auto blu è sommamente rappresentativo della vera emergenza italiana: l’enormità delle spese dell’apparato statale, sostenuta da una pressione fiscale scellerata e colpevole, perseguita quest’ultima da una classe politica molto spesso incapace, disgustosamente vorace, ingorda, avida, insaziabile e abituata da tempo a impossessarsi del potere con l’inganno.
Rivogliamo il voto di preferenza. Vogliamo scegliere non un candidato ma alcuni candidati, non da una lista locale ma da una lista nazionale (perché i deputati rappresentano la nazione non il paesello natio).
Iscriviti a:
Post (Atom)









