IL BLOG DI SERGIO VIVI



domenica 23 settembre 2007

Il simbolo del Partito Democratico

Nell’attesa che ci mettano mano i grafici di professione, possiamo cercare di immaginare quale potrebbe essere il simbolo del partito democratico nuovo.
Una possibile bozza potrebbe risultare, dopo un’estenuante mediazione, da un’inclusione di vecchi simboli in uno unico, con lo scopo di salvare le diverse identità. Il risultato potrebbe essere questo:


Uno scudo (unico richiamo ai vecchi simboli) entro cui spicca il somarello (il PD americano) sullo sfondo della margherita (il bottone giallo come sole dell’avvenire), incorniciato da foglie d’ulivo e quercia e sormontato dalla corona ferrea.
La corona, oltre a richiamare la nobiltà dell’impresa, rimanda al ruolo decisivo avuto dalle primarie del 14 ottobre 2007. Il segretario eletto potrà parafrasare il famoso detto: le primarie me lo hanno dato, guai a chi lo tocca.

Insomma, per un partito che vuole essere inclusivo, un simbolo inclusivo. Con la prospettiva di includere, magari, anche il Movimento Valori e Futuro per una nuova Italia del giovane principe.

Naturalmente circolano anche altre bozze. Qui sotto la preferita dai Sindaci di Bologna e Firenze. Un simbolo di grande efficacia che piacerebbe anche all’elefantino ed, ovviamente, al cinefilo Veltroni.

Beh! Non c’è che dire. Pur lasciando in bella evidenza la solidarietà, l’è tot un eter quel (é tutta un’altra cosa).


2 commenti:

rob ha detto...

C'è solo l'imbarazzo della scelta--non solo tra i due simboli, ma anche all'interno di ciascuno dei due ... ;-)

Sergio Vivi ha detto...

Prima di tutto ben tornato.

Saremo meno imbarazzati quando andremo a votare se non cambierà la legge elettorale: o così o pomì.

 

Il punto di vista, magari irrilevante e sbagliato, di un cittadino qualunque, confidente nella libertà, detentore saltuario della sovranità, indotto a cederla, nell’occasione, a rappresentanti per niente fidati.

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