
sabato 7 luglio 2007
sabato 30 giugno 2007
Carlo Azeglio Ciampi
Ma il Presidente ricorda l’Art. 59 della Costituzione?
Quello che, al primo comma, recita:«E’ senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica».
mercoledì 27 giugno 2007
Una nuova legge elettorale
Io credo che non si farà, perchè il referendum è sabotato da tutti i partiti e purtroppo fallirà, mentre il Parlamento non sarà in grado di venirne a capo.
Avendo, comunque, completato una bozza definitiva di legge elettorale, la ripropongo. Repetita juvant. E la dedico a Veltroni.
LEGGETE QUI LA VERSIONE AGGIORNATA
domenica 17 giugno 2007
Chi cerca il pelo nell'uovo?
martedì 12 giugno 2007
Il leader
Al contrario, è il leader che fa sognare i suoi sostenitori.
Eh, sì: Consorte non ha proprio la stoffa del leader.
Però, fossi in lui, sarei un po’ incavolato.
mercoledì 6 giugno 2007
Chi ha messo il pelo nell'uovo?
Non essendoci stata nessuna variazione, avrei potuto copiare il bollettino dello scorso anno: 395,32 euro io e 395,32 euro mia moglie, per un totale di 790,64 euro per l’appartamento in comproprietà al 50%.
Com’è mia abitudine, ho, tuttavia, dato un’occhiata alle istruzioni.
Oh cavolo! Da quest’anno «il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo». Ai sensi della legge 296/2006, Art.1, comma 166 che, scopro in internet, altro non è che la famigerata finanziaria. Sì, quella composta da un unico articolo comprendente la bellezza di 1364 commi.
Per me nessun problema. Essendo l’imposta totale di 790.64, dividendo per 2 ottengo 395,32, per cui pago due bollettini da 395 €. Mi sembra l’interpretazione corretta.
Ma cosa significa effettuare il pagamento con arrotondamento all’euro?
Devo arrotondare l’imposta totale prima di ripartirla oppure posso arrotondare quella pro capite?
Mica te lo spiegano.
Nel primo caso 790,64 diventa 791 che diviso per 2 fa 395,50 per cui dovrei pagare due bollettini da 396 €. Interpretazione prudenziale.
Verrei, però, a pagare l’arrotondamento sull’arrotondamento (niente di nuovo, allo stesso modo nella bolletta del gas si paga l’Iva sulle imposte addizionali).
Come si vede, anche in questo caso, come capita spesso in Italia, la certezza della legge va a ramengo.
Purtroppo alla Camera siedono troppi filosofi e troppi avvocati, ma troppo pochi matematici e ingegneri.
Altro che quote rosa, occorrerebbero le quote logiche!
Rivoglio il voto di preferenza.
Una considerazione. Quando fu introdotto l’euro, l’Unione Europea stabilì che i risultati dei calcoli andassero arrotondati, col criterio sopra riportato, al centesimo di euro, tanto che sugli assegni e nei bollettini postali sono previste due caselle per i decimali e c’è l’obbligo di compilarli con due zeri anche in caso di cifra intera.
Che vantaggio c’è scrivere 395,00 o peggio 396,00 invece di 395,32?
Perché voler mettere fuori corso i centesimi, perfino il 50 cent cioè l’equivalente di 963 vecchie lirette?
Una risposta altisonante si trova sul sito di Equitalia SpA, la società per azioni a totale capitale pubblico (51% Agenzia delle Entrate, 49% Inps) che dal 1 ottobre 2006 svolge l'attività di riscossione nazionale dei tributi. Fra i suoi obiettivi anche quello di «introdurre un nuovo approccio al contribuente, basato anche sulla possibilità di utilizzo di nuovi e più efficaci strumenti di relazione, focalizzato sulla riscossione, orientato all'ascolto dei cittadini e all'efficacia dei risultati».
Perché personalità come Carlo Azeglio Ciampi, che ha avuto il merito d’imporre l’uomo vitruviano sul verso italiano dell’euro, ha votato quel comma? Sa benissimo che questi arrotondamenti costituiscono un forte incentivo psicologico all’inflazione. Che per contenere quest’ultima la BCE è costretta a continui aumenti del tasso di sconto con conseguente aumento della rata dei mutui-casa.
E’ così che si aiutano le giovani coppie?
Molti diranno: ma tu vai a cercare il pelo nell’uovo.
E’ vero, ma chi ha messo il pelo nell’uovo?
UPDATE del 16 giugno 07

Non c’è che dire. L’obiettivo d’Equitalia, del cui gruppo fa parte anche Gestline, è certamente «focalizzato sulla riscossione e orientato all'efficacia dei risultati», molto meno –pare- all’ascolto dei cittadini.
domenica 3 giugno 2007
Ministri Finanze Riforme
[Nel primo governo Prodi (17 mag 96-21 ott 98) e, successivamente, nei governi D’Alema (21 ott 98-22 dic 99) e D’Alema II (22 dic 99- 25 apr 2000)]
Fin dall’inizio, si è subito dato da fare per semplificare la vita agli italiani, ed al termine non ha mancato di vantare la notevole semplificazione del fisco conseguita durante la sua gestione.
Prendiamo, ad esempio, quello che è considerato il più semplice degli adempimenti fiscali: la compilazione del Modello 730.
Come è noto, presentare al CAAF il modello già compilato è gratis, altrimenti si paga secondo tariffe prestabilite. E’ ovvio che, chi intende compilare il modello di persona, è bene che legga attentamente le istruzioni. Non sono consentiti errori, neppure formali. Guai a mettere una crocetta nella casella sbagliata.
E’ ovvio che più semplici sono le istruzioni, più l’operazione è facile.
Peccato che, nei quattro anni della gestione Visco, le istruzioni siano aumentate a dismisura.
Come si può vedere dalla figura sottostante, l’istruzione relativa alla “Variazione di coltura dei terreni” (una delle ultime) nel 1996 si trovava a pagina 15 di 16. Nel 2000 si trovava già a pagina 53 di 56.
Col risultato che il numero delle istruzioni per la compilazione del Modello 730 era passato da 19 a 33, le voci dell'appendice da 26 a 38, le tabelle dell'appendice da zero a 7, mentre le pagine del fascicolo che le contiene erano passate da 16 nel 1996 a 56 nel 2000.56 PAGINE DI ISTRUZIONI PER COMPILARE UN MODULO DI 2 PAGINE!
Alla faccia della semplificazione!

Tornato a ricoprire il ruolo di responsabile delle finanze nel secondo governo Prodi il 17 maggio 2006, il Nostro ha ripreso ad andare «per la sua strada incurante degli inviti alla prudenza. Quasi pervaso da una ritrovata frenesia impositiva …». Ad esempio, sul 730 del 2007 vuole sapere quanto abbiamo pagato di ICI lo scorso anno e quanto quest’anno. Ma perché mescolare una tassa di pertinenza dei comuni con l’Irpef nazionale?
Che Visco non aiuti il processo di snellimento della “cosa pubblica” se ne stanno accorgendo anche all’interno del centrosinistra. Lo ha detto chiaramente Franco Bassanini, ministro della Funzione pubblica nei governi D’Alema II e Amato II, provocando, però, la paradossale risposta dell’attuale ministro per le Riforme Luigi Nicolais: «Visco fa il suo lavoro, sta cercando di far pagare le tasse. E per far questo, crea ovviamente qualche complicazione. E’ un sistema complesso e va gestito sapendo che è così. Non si può semplificare troppo». Evviva! Ci mancava anche un ministro delle Riforme che si arresta di fronte alla complessità.

Ieri Vincenzo Visco ha rimesso la delega sulla Guardia di Finanza, mentre il generale Speciale è stato rimosso.
Ai contribuenti queste beghe non interessano più di tanto.
Molto di più, interesserebbe loro, soprattutto a quelli che hanno frequentato solo la scuola dell’obbligo, potere compilare il modulo delle tasse senza bisogno di ricorrere alle istruzioni e senza fare ricorso ai vantaggi dei CAAF. Ma questo sarà possibile soltanto quando si realizzerà una reale semplificazione dei criteri impositivi.
sabato 26 maggio 2007
Le spese della casta: un caso

La storia (non petita) l’ha raccontata a puntate la Repubblica nel corso degli ultimi due anni.
Il primo articolo è apparso nel luglio del 2005:

Il secondo articolo è del maggio 2006:


Non ho mai capito perchè sia stato sollevato questo caso. Repubblica è un giornale che rifugge dal qualunquismo e dall'antipolitica: avrà avuto i suoi buoni motivi. Poi, perchè preoccuparsi? Il Decisore infallibile, queste spese, se le può permettere. Date uno sguardo alla figura qui sotto. Dove il grafico del giornale ha evidentemente voluto rappresentare la valigia dei consiglieri globe trotter, piena di euro. Dei cittadini.

venerdì 25 maggio 2007
Luca Cordero di Montezemolo
Occorre incentivare, tra l’altro, la crescita demografica, altrimenti fra qualche decina d’anni …
Luca Corsero (non è un lapsus freudiano, ma il parto del correttore ortografico di Windows) di Montezemolo faccia qualcosa per modificare la legge Biagi perché sia data l’assistenza durante la gravidanza alle giovani lavoratrici “a progetto”. Sarebbe certamente ascoltato.
Poi, scenda pure in campo. E buona fortuna!
giovedì 24 maggio 2007
Le durantarie
I politici cominciano a sentirsi braccati.
E allora, per cercare di metterci rimedio, tutti a dire che bisogna ridare ai cittadini “la scelta dei candidati”.
Ma gli elettori non si accontentano di scegliere prima delle elezioni, ma vogliono farlo durante.
Non sanno che farsene delle primarie, vogliono “le durantarie”.
Vogliono scegliere chi eleggere, non chi candidare.
I partiti, pertanto, dovrebbero mettersi d’accordo per scrivere una nuova legge elettorale condivisa.
Ma sono impotenti perché i grandi partiti vogliono una legge che faccia fuori quelli più piccoli.
Questi giustamente pongono il veto.
Basterebbe reintrodurre un proporzionale opportunamente corretto, reintrodurre il voto di preferenza e cercare di risolvere il problema della governabilità in sede parlamentare.
Si potrebbe prendere esempio dal modello in vigore nel Cantone Ticino. Dove è previsto il proporzionale e la scheda “con o senza intestazione della lista”.
Tutti i partiti avrebbero interesse a non opporsi ad un modello siffatto. I piccoli perché conserverebbero la possibilità di essere rappresentati in Parlamento. Basterebbe conquistare qualche quoziente.
I grandi, perché, come dimostrano il caso del cantone svizzero, con questo sistema il numero dei partiti che ottengono rappresentanti è minore di quello dei partiti che si presentano alle elezioni.
Nell’aprile scorso nel Cantone Ticino, per il Gran Consiglio hanno ottenuto seggi soltanto cinque partiti su tredici. Per il Consiglio di Stato hanno ottenuto seggi soltanto quattro partiti su undici.
martedì 15 maggio 2007
Il consumo dell'acqua
Qualche sera fa, il Telegiornale La 7 ci ha fatto sapere che l'agricoltura e' responsabile di circa il 70% (cito a memoria) dei consumi mondiali di acqua. L'industria invece e' responsabile del 20% dei consumi, mentre l'uso domestico rappresenta solo il 10%.
Per avere una conferma ho cercato altri dati in internet.
Nel sito della FAO si trova, ad esempio, questo documento dal titolo Acqua per le Colture che riporta tabelle e grafici interessanti.
La tabella sottostante conferma i dati del telegiornale.

La popolazione mondiale è cresciuta da 2,5 miliardi del 1950 a 5,722 miliardi del 1995 con un incremento del 129%. In questi 45 anni il prelievo mondiale di acqua è passato da 1400 kmc a 3600 kmc, con un incremento del 157 %.
Come era intuibile, il prelievo di questa risorsa dipende dunque dall’incremento della popolazione.
Mentre i prelievi pro capite e la percentuale del totale sono rimasti pressoché stabili per l’Agricoltura, quelli dell’Industria e degli Usi civili/domestici sono aumentati (al minimo del 43%, al massimo del 66%).
Anche i cinesi e gli indiani hanno iniziato ad usare l’automobile e ad avere le docce nelle case.

«Le figure evidenziano l'importanza dell'agricoltura, nella sfida consistente nel fare in modo che l'acqua disponibile sulla terra basti alle necessità del crescente numero d'utenti. L'acqua necessaria ai raccolti ammonta a 1 000 - 3 000 m3 per tonnellata di cereali mietuti. Visto da un'altra prospettiva, occorrono 1 - 3 tonnellate d'acqua per far crescere un kg di riso. Una buona gestione della terra può ridurre in maniera significativa il quantitativo d'acqua necessario a produrre una tonnellata di cereali, sia che si tratti di acqua piovana sia che si tratti d'irrigazione».
Così come nella produzione del CO2 si tende a colpevolizzare soltanto il minore dei responsabili, cioè l’automobile, nel consumo dell’acqua si tende –da parte degli ambientalisti- a colpevolizzare l’uso civile/domestico.
Se, però, distinguiamo tra prelievo e consumo di acqua, il grafico sottostante mostra chiaramente che se nel 1995 tutti i 5,7 miliardi di abitanti della terra si fossero astenuti da qualsiasi consumo domestico (non si fossero mai lavati per un anno, non avessero lavato panni e stoviglie, non avessero cotto la pasta, avessero bevuto solo acqua piovana et cetera, il risparmio di acqua avrebbe raggiunto a malapena il 3% del totale consumato.

Non è comunque il caso di disattendere i consigli degli ambientalisti: usiamo pure lo sciacquone a due pulsanti; montiamo pure nei rubinetti i riduttori di flusso che mescolano aria all’acqua, tenendo però presente che, se dobbiamo riempire una pentola con tre litri d’acqua per cuocere gli spaghetti, sempre tre litri sono. Stabiliamo, magari, per legge –come si fa con le targhe alterne- un giorno della settimana nel quale cuocere mezzo chilo di riso in due litri di latte, così risparmiamo due litri d’acqua dopo averne impiegato una tonnellata per farlo crescere.
Ma non facciamoci prendere da inutili sensi di colpa. Se siamo abituati, d’inverno a fare un bel bagno caldo, invece della doccia, non rinunciamoci. Se, d’estate, siamo abituati a far scorrere per qualche minuto l’acqua del rubinetto per riempire la caraffa di acqua più fresca, continuiamo a farlo.
Per i paesi a rischio di crisi idrica, sarebbe più serio che le tante multiutility (ad esempio Hera che in Emilia e Romagna estende ormai le sue attività fino alla riviera romagnola) cominciassero a preoccuparsi di installare qualche impianto di dissalazione dell’acqua marina, come già hanno fatto i paesi del Golfo Arabo.
Anche per evitare che qualche pazzo, nel prossimo futuro, arrivi a proporre, per legge, la limitazione delle nascite. Si prevede che nel 2050 la popolazione mondiale sarà salita a 9,2 miliardi. Siccome il nostro corpo è fatto per il 65% di acqua, considerando un peso medio di 40 kg, ci sarà, solo per questa ragione, un prelievo di circa (40 x 0,65 x 2,9 miliardi) 75,4 miliardi di litri, cioè 75400 km cubi. Chissà da dove salta fuori? Chissà perché l’uomo si è messo a fare i conti in tasca alla natura?
venerdì 11 maggio 2007
Un voto specchio della gente
Da segnalare, sulla Stampa di oggi, l'articolo del professor Brunello Mantelli, docente di Storia dell'Europa presso la Facoltà di Lettere e Filosofiadell'Università di Torino, sull'esigenza che la questione della rappresentanza sia presente nel dibattito politico, e non sia prevaricata dalla preponderanza assunta dalla «governabilità».









