
domenica 4 settembre 2011
L'immondizia ed il debito sovrano
Ha scritto, oggi, nel suo editoriale Eugenio Scalfari: «Forse conviene cominciare proprio da questo punto, cioè dal cortile di casa nostra che si è da tempo trasformato in una discarica d’immondizia i cui rifiuti si accumulano senza la minima prospettiva che possano sparire.»
Si può convenire. Non era difficile prevederlo. Una delle cause maggiori è stata, a mio parere, l’introduzione del cosiddetto “bipolarismo all’italiana” –con i partiti a vocazione maggioritaria- che m’indusse, già nel gennaio del 2008, a rappresentare con quest’immagine:

ed a commentare: «Beati coloro che credono che con la raccolta bi-differenziata si risolveranno tutti i problemi che affliggono il nostro Paese.»
Naturalmente quella del Fondatore è una seria analisi della situazione, mentre la mia è soltanto l'inutile e scontata antipolitica di un poveretto.
* * * * * *
Scalfari illustra tre elementi che alimentano la sfiducia dei mercati nel debito sovrano italiano.
Primo. La contrazione economica americana e l’evidente declino politico del presidente Obama.
Secondo. La contrazione economica europea e l’inesistenza di un vero governo dell’Unione.
Terzo. La non credibilità del governo, del premier, di Tremonti e di Bossi. Per quest’ultima ragione tira per la giacchetta il presidente Napolitano chiedendo: «se la tempesta infuriasse non come Irene ma come Katrina, che cosa accadrà?».
Non sappiamo quale peso abbia dato Scalfari a ciascuno dei tre elementi. Lascia intendere, però, che con il licenziamento di Berlusconi da parte del Capo dello stato, i mercati non avrebbero più il coraggio d’attaccare il nostro debito. Magari fosse vero.
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