IL BLOG DI SERGIO VIVI



venerdì 19 dicembre 2008

La libertà individuale

«Se ci si riflette un momento, la politica e il governo si sono già impicciati abbastanza nella vita privata dei cittadini, hanno già compiuto prepotenze poco sopportabili. Hanno stabilito se e dove e quando possiamo o non possiamo fumare, guidare l’auto, possedere la patria potestà sui figli, abitare in un Paese a scelta (se appartenenti ad altra nazionalità o a nessuna nazionalità), vedere un certo film eccetera: chi compie una violazione a queste regole viene punito, la volontà personale conta proprio nulla. E perché? Perché dovremmo per forza non diventare troppo grassi, star lontani dal tabacco e dall’alcol, mettere il grembiulino in seconda elementare, morire o non morire?» così Lietta Tornabuoni
sulla Stampa
commentando l’ukase del ministro Sacconi alla Clinica di Udine.
Tanto per aggiungere qualcosa, ricordo che, in provincia di Bologna, i “sindaci democratici” hanno stabilito perfino quanti bidet puoi farti in un giorno.

Personalmente, faccio sempre più fatica a comprendere certe uscite dei politici del PDL. Il partito, apertamente neoliberista sul piano economico, mi appare sempre più come una forza conservatrice, restauratrice ed autoritaria.
Eppure nell’impasto del Popolo della Libertà ci sono dei cubetti d’ottimo lievito liberale, ma temo che, invece di toglierli dalla stagnola, siano stati ulteriormente avvolti con della carta impermeabile.
Signor Presidente del Consiglio, se non vuole dialogare con l’opposizione, ascolti almeno, qualche volta, le ragioni dei liberali. Abbia più coraggio e sia meno cinico, altrimenti sarà il caso di cambiare nome al partito: CCCP (Confederazione Conservatrice Cattolica Popolare) lo troverei più appropriato.
Come individuo sto perdendo la pazienza.


2 commenti:

rob ha detto...

Capisco quel che vuoi dire, e, dal tuo punto di vista, non posso che darti ragione (anche se, nel merito, non sono d'accordo con te). Tuttavia credo che stia accadendo in Italia quel che è già successo negli Stati Uniti: in materia di bioetica "quelli dei divieti," cioè i "conservatori," stanno nel partito repubblicano, mentre quelli del "lasciar fare" (alla scienza, alla decisione del singolo, ecc.) stanno nel partito democratico. E' in atto un processo di radicalizzazione su questi tei che per l' Italia è una novità. Sacconi, ex socialista (e quindi un tantino laicista ...), è il risultto di questa mutazione.

Un caro saluto
rp

Sergio Vivi ha detto...

Ti ringrazio per la comprensione. Leggendoti, sapevo già che non potevamo essere d’accordo sul merito, capita. L’importante è il rispetto delle altrui opinioni.
Mi auguro che il processo di radicalizzazione in atto non porti a un partito dell’etica contrapposto ad un partito della scienza, e che gli elettori non siano costretti a una scelta del genere.
Come ho scritto più volte il bipartitismo (o il bipolarismo), per me, sono una jattura sotto tutti i punti di vista.

Ricambio sentiti auguri di buone feste.
sv

 

Il punto di vista, magari irrilevante e sbagliato, di un cittadino qualunque, confidente nella libertà, detentore saltuario della sovranità, indotto a cederla, nell’occasione, a rappresentanti per niente fidati.

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